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Dalla Toscana un'idea per l'Italia: il territorio al centro della sanità
Giovedì 19 aprile 2012, ore 17,00-19,30
Castiglioncello, Castello Pasquini
Presentazione del Manifesto del Forum Salute di Sinistra Ecologia Libertà Toscana
"SALVARE, INNOVARE E RILANCIARE IL SERVIZIO SOCIO SANITARIO PUBBLICO"
Intervengono:
Saluti
Mauro Romanelli, Consigliere Regionale SEL Toscana
Introduzione al convegno
Alessandro Brunini, Forum SEL Salute
Difesa e rinnovamento della sanità pubblica
Mauro Valiani, Coordinamento regionale SEL
Il Piano Socio Sanitario Integrato Regionale
Daniela Scaramuccia, Assessore alla Salute Regione Toscana
Ruolo e difficoltà degli operatori sul territorio
Antonio Lazzaro, Segretario Regionale Toscano FP-CGIL
La futura Medicina di Base
Alessio Nastruzzi, Federazione Regionale Toscana FIMMG
Conclusioni
Gloria Buffo, responsabile Politiche per la Salute SEL
Pronto Soccorso. Il problema. Le soluzioni.
Riprendiamo e pubblichiamo un posto dalla community de "L'unità" di Gavino Maciocco.
L’affollamento dei Pronto Soccorso – con coda di scandali e polemiche – è questione che ritorna periodicamente. I termini del problema sono abbastanza chiari, le soluzioni razionali non mancano. Ma chi ha il coraggio di adottarle?
La diffusione dei video shock sul Pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma è stata l’occasione per la riapertura del dibattito sul tema. Il sito web Saluteinternazionale.info ha ospitato un post di Marco Geddes, “Il pronto soccorso. Il grande imbuto del servizio sanitario nazionale”, che raccomandiamo di leggere (si apre cliccando sul titolo) non solo per la chiarezza con cui sono esposti i termini del problema e le possibili soluzioni, ma anche per la ricchezza del dibattito che ne è seguito (17 qualificati interventi).
Tre consigli non richiesti per Grilli e Giarda su come snellire la sanità
Dal Blog di Mario Piga - Economista
Cresce l’esigenza di servizi sanitari. Cresce con la demografia e con le aspettative di persone che toccano con mano, all’interno dell’Unione europea, che sanità e settore pubblico non sono un binomio impossibile per garantire qualità nelle prestazioni. Cresce la capacità tecnologica dei media televisivi ed informatici di documentare disservizi e carenze. L’offerta deve adeguarsi a questi nuovi trend e colmare un distacco che, facendosi troppo ampio, deturpa il Paese e rende più attraente, specie per i più giovani (e forse per una fascia di anziani), spostarsi per vivere in paesi limitrofi con maggiore qualità della vita. C’è chi parla di default nella sanità italiana.
SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO O LICENZA PER L’INSICUREZZA DEI LAVORATORI ?
Nonostante l’anno scorso ci sia stato un aumento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro e che il tema della salute dei lavoratori sia drammaticamente pesante si vogliono smantellare i controlli nelle aziende con una semplice autocertificazione. Nel decreto legge 5/2012 (cosiddetto “di semplificazione”) nell’articolo 14, si legge: “Soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione della qualità (UNI ISO-9001) o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate”.
A cura di: Alessandro Muller, Mauro Valiani e Andrea Bagaglio
La compassione è la più importante e forse l’unica legge di vita dell’umanità intera
Articolo di Gigi Attanasio
Il mondo vuol vedere la speranza sul viso.
Per gli statisti diventa d'obbligo il sorriso.
Sorridere vuol dire non darsi allo sconforto.
Anche se il gioco è complesso, l'esito incerto,
gli interessi contrastanti-è sempre consolante
che la dentatura sia bianca e ben smagliante.
Devono mostrare una fronte rasserenata
sulla pista e nella sala delle conferenze.
Un'andatura svelta, un'espressione distesa.
Quello dà il benvenuto, quest'altro si accomiata.
E' quanto mai necessario un volto sorridente
per gli obiettivi e tutta la gente lì in attesa.
Amianto. Giustizia.
Franco Carnevale
La “sentenza Eternit” (Tribunale di Torino, 13 febbraio 2012) ha accolto la tesi dell’accusa secondo la quale la multinazionale del cemento-amianto ha fatto quello che ha fatto per assicurarsi i tradizionali profitti mantenendo il primato mondiale della produzione.
È doveroso dichiarare una sorta di “conflitto d’interesse”: chi scrive, nella fase dell’indagine e nel corso del “processo Eternit”, ha svolto il ruolo, assieme ad altri, di consulente tecnico “di parte”, per l’accusa, cioè per lo Stato (come direbbero negli Stati Uniti) rappresentato dai Pubblici ministeri. Come consulente ha giurato per elaborare una relazione e, quindi, per testimoniare (dicendo “tutta la verità e solo la verità”) sull’evoluzione delle conoscenze scientifiche relative agli effetti dell’amianto sui lavoratori e sugli effetti delle dovute (o negate) misure di prevenzione delle varie epoche quando in Italia nelle aziende l’amianto veniva prodotto e utilizzato. Nel processo, è bene ricordarlo, hanno testimoniato anche molti consulenti della difesa cioè dell’azienda; alcuni di questi si sono preoccupati di sostenere il contrario di quanto argomentato dal sottoscritto svolgendo in maniera esagerata, sempre sulla base della sentenza, il ruolo previsto dal principio del “diritto alla difesa”.
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Appello: verità e giustizia per i morti della Marlane
Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo.
Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l’ accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell’ area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena.
Dopo anni di indagini e tra mille difficoltà, la Magistratura ha deciso di procedere per raggiungere quella verità richiesta dai lavoratori, dalle famiglie, dalle organizzazioni sociali e associazioni ambientaliste, dalle amministrazioni locali che si sono costituiti parte civile (le parti offese sono oltre 180). Il processo doveva iniziare il 19 aprile 2011 ma la prima udienza è stata rinviata ben 5 volte (l’ ultimo rinvio è del 30 dicembre 2011) per vizi di forma, errori di notifica ed eccezioni procedurali presentate dagli avvocati degli imputati. Il dibattimento, quindi, non è ancora veramente iniziato. La prossima udienza dovrebbe svolgersi il 24 febbraio 2012 ed il rischio di prescrizione aumenta con il passare del tempo.
La corsa a ostacoli delle donne
In Lombardia, dove sono stati praticati 19700 aborti nel 2009 e 18959 nel 2010, il 64% dei medici ostetrici-ginecologi negli ospedali pubblici (565 su 888) è obiettore di coscienza, insieme al 42% degli anestesisti (602 su 1459) e al 43% degli infermieri (1221 su 2832).
I dati completi dell’ultima rilevazione ufficiale dell’assessorato alla sanità, relativa al biennio 2009/2010 per le ivg e risalente al 30 giugno dello scorso anno per l’obiezione, sono stati presentati questa mattina dal Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà in Consiglio regionale.
“Ci troviamo di fronte a numeri allarmanti - ha spiegato Chiara Cremonesi - che ancora una volta dimostrano come l’accesso all’interruzione di gravidanza comporti quasi sempre una vera e propria corsa a ostacoli”.
“Incrociando le quantità di aborti effettuati nelle strutture ospedaliere pubbliche delle Asl con le richieste per residenza e la presenza di personale obiettore - ha continuato la capogruppo di Sel - appare evidente che molte donne si ritrovano costrette a spostarsi fuori dal proprio ambito territoriale per sottoporsi all’intervento”.
Aderiamo all’appello di Psichiatria Democratica
Sinistra Ecologia Libertà sottoscrive l’appello di Psichiatria Democratica per chiudere subito i sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (O.P.G.) nei quali ancora oggi vivono in condizioni inaccettabili circa 1500 persone. Si può a ragione affermare che il nostro Paese continua a detenere una triste maglia nera in tema di diritti.
Gli OPG ne sono una dolorosa conferma. Per questo sosteniamo con convinzione le proposte di Psichiatria Democratica finalizzate allo smantellamento definitivo degli OPG.
Auspichiamo che nei prossimi giorni il Governo stabilisca definitivamente la data della loro chiusura.
Monica Cerutti – segr. naz. le SEL
Pubblico può essere bello
Pubblichiamo con molto piacere quanto inviatoci da Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici
La notizia (riportata il 2 febbraio 2012 sul quotidiano Sole 24 Ore) del passaggio della piena gestione di un ospedale pubblico inglese (Hinchingbrooke Hospital nella contea di Cambidgeshire dell'Inghilterra orientale) ad una società privata (Circle, quotata nell'indice azionario Ftse), rappresenta un grave allarme per il futuro dei servizi sanitari pubblici europei. L'ospedale “privatizzato” avrà carta libera su assunzioni e licenziamenti e su quali servizi avere, con il solo obbligo del pronto soccorso e della maternità. Il passaggio sarebbe stato dettato dal deficit dell'ospedale che, se non privatizzato, sarebbe stato chiuso.
Note per una politica di Sel in materia di droghe e loro consumo

Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo questo contributo di Maurizio Coletti che ci aiuta ad aprire una riflessione in materia di consumo problematico di sostanze.
Lo ringraziamo per la preziosa collaborazione con il Forum Nazionale Salute di SEL e all'apporto che darà, da oggi in poi, a questo sito su una tematica così scottante.
È utile partire con un bilancio dei “risultati” dell’ormai passato Governo Berlusconi in materia di droghe e loro consumo.
Un bilancio disastroso, ovviamente. E molto dannoso.
Anche in questo campo abbiamo assistito ad una politica di annunci, di spot, e di insopportabili azioni repressive su larga scala.
Si possono citare le “grida” di Giovanardi per il cosiddetto “approccio ecologico” (la droga è spazzatura, i consumatori sono poveri cristi che non sanno quello che fanno), la pantomima dei test tricologici ai parlamentari, l’appoggio (sfrenato quanto povero di sostegno concreto) alle comunità terapeutiche, l’attacco alla riduzione del danno vista come un insieme di pratiche che faciliterebbe le dipendenze.
La gestione di Giovanardi ha impedito qualsiasi riflessione su programmi ed interventi alternativi o diretti verso quelle aree critiche dei consumi (come i consumatori per via intravenosa) o verso la diminuzione dei rischi per i consumi non problematici (pill test).



